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25/08/2010- Frosinone: detenuto morto per arresto cardiaco, "il defibrillatore senza pile"

CNRmedia -La denuncia di Angiolo Marroni, Garante per i detenuti del Lazio che precisa: "Non so se il defibrillatore lo avrebbe salvato, ma avere questo apparecchio funzionante è una necessità in tutte le carceri. In questo caso non funzionava". Intanto sale a 41 il numero dei suicidi dietro le sbarre dall'inizio dell'anno."Siamo davanti a una strage" dice a CNRmedia Luigi Manconi, ex sottosegretario alla giustizia con Prodi e presidente dell'Associazione "A buon diritto". È morto per arresto cardiaco e le sue condizioni erano già debilitate; in più, però, nel carcere in cui era rinchiuso, quello di Frosinone,  il defibrillatore è senza batterie, e nessuno le compra. Questa è stata la fine di un 32enne italiano, Mauro M. 'L'uomo era già in condizioni fisiche gravi" racconta a CNRmedia Angiolo Marroni, Garante dei detenuti del Lazio: "Tossicodipendente, sieropositivo, aveva un'epatite virale ed era affidato a un trattamento psicologico, un detenuto al quale prestare molta attenzione". Il giovane è stato trovato senza vita e non sembrano esserci misteri sulla sua morte, dovuta ad un arresto cardiaco. "Una cosa da dire, e molto grave - nota Marroni - è che in quel carcere non c'è la possibilità di usare il defibrillatore. Ne hanno uno ma non avevano comprato le batterie, non so se per mancanza di soldi, addirittura. Non so se con il defibrillatore il detenuto si sarebbe potuto salvare, ma certamente è una necessità che un apparecchio di questo genere sia presente e funzionate in tutti i penitenziari. E in questo caso non funzionava".

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